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PSxG: QUANDO L'xG NON BASTA, IL PORTIERE ENTRA NELL'EQUAZIONE

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min
psxg expected goal

C'è una domanda che chi lavora con i dati conosce bene, ma che raramente viene posta in modo diretto: l'xG misura la qualità di un'occasione, ma chi valuta la qualità di chi deve fermarla?

Il portiere, per anni, è stato la figura più sottorappresentata nell'analisi statistica del calcio.

Le metriche tradizionali — parate totali, clean sheet, percentuale di parate — sono notoriamente opache: un portiere che ne para tante è bravo, oppure gioca in una squadra che concede molto? Un portiere con pochi interventi è solido, oppure è semplicemente protetto da una difesa impermeabile?

Le statistiche di volume non rispondono.

L'xG nemmeno, da solo.

È qui che entra in scena il PSxG — Post-Shot Expected Goals — e cambia il modo in cui si legge la prestazione di un numero uno.


Dalla posizione del tiro alla traiettoria della palla

L'xG tradizionale calcola la probabilità di gol nel momento in cui il tiro viene effettuato, partendo da variabili come la posizione sul campo, l'angolo rispetto alla porta, la tipologia dell'azione.

È una fotografia scattata prima del contatto col pallone.

L'xG non tiene conto degli eventi successivi al momento in cui il giocatore calcia: è quindi limitato nella sua capacità di valutare la prestazione del portiere.

Per esempio, un portiere che para un tiro con xG 0.9 potrebbe sembrare straordinario, ma se l'attaccante calcia male — direttamente tra le mani o fuori porta — l'assenza di gol riflette la scarsa qualità del tiro, non l'eccellenza del portiere.


Il PSxG risolve questo problema.

Introdotto da StatsBomb nel 2018 attraverso il lavoro di Mike Goodman, la metrica calcola la probabilità che un tiro entri in porta dopo che è stato effettuato, incorporando traiettoria, posizionamento nell'area della porta e velocità del pallone.

Due tiri eseguiti dalla stessa posizione nelle stesse condizioni avranno lo stesso xG.

Se però il primo è un tiro centrale facilmente leggibile dal portiere e il secondo è una conclusione potente verso l'angolo alto, il PSxG dei due sarà radicalmente diverso.


PSxG+/-: la metrica che cambia la valutazione dei portieri

La vera potenza di questo framework emerge nella metrica derivata: il PSxG+/-.

Sommando i valori PSxG di tutti i tiri subiti da un portiere e sottraendo il numero di gol effettivamente incassati, si ottiene il PSxG+/-: un valore positivo indica che il portiere ha evitato più gol di quanti ci si aspettasse, uno negativo il contrario.

I numeri concreti raccontano storie precise.

Nella stagione 2023/24 di Premier League, José Sá ha incassato 57 gol contro un PSxG atteso di 66.45: ha quindi evitato 9.45 gol in più rispetto all'atteso, evidenziando una capacità di risposta straordinaria su tiri di alta difficoltà.

Dati di questo tipo rendono confrontabili portieri che giocano in contesti difensivi completamente diversi — e quindi eliminano uno dei bias più grandi nella valutazione tradizionale.


I limiti che la ricerca ha già identificato

Sarebbe però un errore trattare il PSxG come la risposta definitiva. La ricerca accademica più recente ha già identificato alcune lacune strutturali.

Uno studio pubblicato nel novembre 2024 su Sensors (MDPI), dedicato allo sviluppo di un modello xG per una app di allenamento portieri in realtà virtuale, sottolinea che un limite chiave dei modelli PSxG esistenti è l'assenza di dati dettagliati sulla traiettoria del pallone in volo e sul tempo a disposizione del portiere per reagire.

Incorporando una variabile denominata Required Rate of Closure (RROC) — che combina la posizione di arrivo della palla in funzione della distanza dal centro della porta e il tempo di percorrenza — è possibile costruire una rappresentazione più sfumata della difficoltà del tiro.

In pratica: due tiri con identica destinazione finale nella porta possono richiedere tempi di reazione completamente diversi a seconda della potenza e della distanza.

Il PSxG attuale non lo rileva.


Chi lavora con i dati deve tenerne conto quando interpreta i valori — specialmente su tiri da fuori area o su azioni veloci con poco tempo di caricamento.

Un secondo limite, segnalato anche da chi opera nella valutazione dei portieri a livello di club, riguarda l'interpretazione del PSxG/SoT — ovvero il PSxG medio per tiro in porta subìto. Un valore alto di PSxG/SoT indica che un portiere affronta regolarmente tiri difficili, potenzialmente da posizioni ravvicinate o con alta potenza e precisione.

Ma questo dato descrive la qualità dei tiri subìti, non la bravura del portiere nel pararli. Confondere le due cose è uno degli errori più comuni nell'analisi superficiale.


Implicazioni per lo scouting e il betting

Per chi fa scouting, il PSxG+/- su una finestra di almeno una stagione completa (idealmente due) è oggi probabilmente la metrica più solida disponibile per valutare un portiere al di là del contesto difensivo in cui opera.

Permette di identificare portieri sottovalutati perché giocano in squadre deboli — che subiscono tanti tiri ma di bassa qualità — e di smontare la narrativa di portieri sopravvalutati perché difendono raramente ma con squadre solide davanti.

Sul fronte trading e betting, il PSxG apre scenari interessanti nel mercato dei clean sheet e dei risultati esatti. Un portiere con PSxG+/- sistematicamente positivo nelle ultime stagioni è un asset stabile che il mercato spesso non quota correttamente — soprattutto se la squadra è cambiata e le quote non hanno ancora aggiornato la stima del suo contributo individuale.


Il punto

L'xG tradizionale descrive l'occasione.

Il PSxG descrive l'esecuzione.

La distanza tra i due — quella che il portiere deve colmare con riflessi, posizionamento e lettura della traiettoria — è esattamente lo spazio in cui si misura la vera qualità di un numero uno.

Chi legge solo i clean sheet sta ancora guardando il calcio del secolo scorso.

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