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ARGOMENTI

PUNTARE IN MULTIPLA: HA SENSO?


betting multipla

Il 95% degli scommettitori e degli appassionati di betting exchange finisce per perdere.

Ma perché succede questo?

Il mondo delle scommesse è un campo minato in cui tecnica, matematica, statistica, disciplina, conoscenze e psicologia sono fondamentali.

Non basta essere semplici appassionati di sport.

Per avere successo, è necessario possedere tutte queste qualità.

Se anche solo una di queste caratteristiche manca, il rischio di fallimento è molto alto.


Ci sono individui che hanno un talento innato per lo sport, ma non riescono a comprendere le dinamiche e l’importanza delle quote.

In un mercato come questo, non essere in grado di percepire i prezzi può essere molto pericoloso.

Allo stesso modo, ci sono persone che scommettono correttamente, ma mancano di disciplina.

Altri invece, pur avendo un approccio corretto al mondo delle scommesse, possono compromettere mesi di profitti in soli cinque minuti di tilt.

Questo dimostra quanto sia complesso e sfidante il mondo del gaming online.


Gli scommettitori occasionali, solitamente, sono particolarmente attratti dall’idea di puntare in multipla, utilizzando le tradizionali schedine.

Questo metodo consiste nel combinare più eventi, il che offre la possibilità di sognare una vincita sostanziosa pur rischiando una somma di denaro minima.

Questo tipo di scommessa è molto apprezzato anche dai bookmakers, in quanto, nella stragrande maggioranza dei casi (99%), si rivela essere una strategia errata.


In linea generale, i bettor professionisti tendono a scommettere esclusivamente in singola. Abbiamo spiegato il motivo in un articolo precedente, in cui abbiamo dimostrato matematicamente che l’aggio (la commissione del banco che può variare dal 4% all’8%, e solo in alcuni casi è il 2%) si moltiplica nelle schedine, creando un ampio divario a sfavore del punter.


Per rendere il concetto più comprensibile ai meno esperti, facciamo un esempio molto semplice: il classico lancio della monetina, con il 50% di probabilità che esca testa e il 50% che esca croce.

In teoria, le quote eque offerte dovrebbero essere 2.00 per testa e 2.00 per croce.

Nella realtà però, i bookmakers mantengono un margine che può essere più o meno ampio. Questa è la loro commissione, che viene chiamata aggio.


Supponiamo quindi che vengano pagati 1.95 per testa e 1.95 per croce (che sono già due prezzi favorevoli sul mercato che di solito si muove intorno a quota 1.85).

In questo caso, lo scommettitore è in svantaggio anche se scommette solo in singola.

Dovrebbe essere pagato come se avesse il 50% delle possibilità di vincere, ma per il bookmaker ne ha il 51,28%, quindi il book pagherà ad una quota inferiore.

Lo svantaggio percentuale è dell’1.28%.


Supponiamo che uno scommettitore decida di puntare in multipla su due lanci di una monetina.

Se le quote offerte fossero eque, con una scommessa di €10 su due lanci della monetina, lo scommettitore dovrebbe ricevere €30 di vincita più i €10 scommessi, per un totale di €40, nel caso in cui indovinasse entrambi i lanci.

Quindi con due lanci pagati a 1.95, la vincita potenziale sarebbe di €28 più i €10 scommessi in caso di vincita.

Questo significa €2 in meno rispetto al rischio affrontato in termini di probabilità.

Rispetto alle probabilità effettive di indovinare i due lanci, lo scommettitore è sottopagato ed ha quindi uno svantaggio matematico.

Se avesse scommesso in singola ed avesse indovinato entrambe le scommesse, avrebbe perso solo €1 (€0,50+€0,50) rispetto a €2 (nell’ipotesi della multipla).

Da questo esempio, è facile capire che scommettendo in multipla, lo svantaggio rispetto al banco si moltiplica.


In altre parole, l’aggio si moltiplica e quindi si allarga il divario tra la vincita potenziale e la probabilità di uscita dell’evento.

Nella maggior parte delle scommesse multiple, avviene questo processo: senza dubbio, tutto ciò arricchisce i bookmakers mentre sfavorisce i gamblers che, in modo ingenuo, pensano che con una moltiplicazione delle quote, si possano ottenere vincite più alte.

In realtà, nel lungo periodo, avviene esattamente il contrario a parte in rarissimi casi.


A volte la multipla può rivelarsi un successo

Prestiamo attenzione e sfatiamo un mito: non sempre scommettere in multipla risulta essere una strategia perdente, in alcuni casi può trasformarsi in un’arma da utilizzare a nostro favore contro i bookmakers.

Come è possibile?

Immaginiamo il caso in cui, nel lancio di una monetina, l’uscita del segno testa non venga pagata a 1.95 o a 2, ma a 2.05 (per fare un esempio semplice).

Potreste pensare che sia impossibile, ma in realtà il mercato a volte offre queste opportunità, soprattutto lontano dal momento della chiusura delle quote.

Le quote sono prezzi che subiscono diverse variazioni a seconda dell’andamento del mercato (come abbiamo spiegato più volte) e, in alcuni momenti, si crea un valore atteso per lo scommettitore.

In altre parole, il segno testa viene pagato meglio rispetto alle probabilità effettive della sua uscita.


In questo caso, siamo in vantaggio rispetto al banco e se combiniamo due scommesse che hanno valore (con una quota superiore a 2 in questo esempio, ovvero che hanno il 50% di probabilità di uscita ma vengono pagate meglio rispetto alle probabilità effettive), l’edge sul banco aumenterà.

Quindi, in questa situazione, sarà più conveniente puntare in multipla rispetto a una scommessa singola, perché non verrà moltiplicato l’aggio del banco, ma il valore atteso a vantaggio del bettor.

Questo può sembrare un discorso teorico, ed in effetti non è semplice da mettere in pratica.


Chi conosce bene il mercato delle scommesse sa benissimo che è difficile trovare due scommesse con valore su un unico bookmaker, ma non è un’eventualità da escludere a priori.

Facciamo un esempio pratico: Juventus-Milan con un equilibrio su under 2.5 / over 2.5 quasi perfetto.

Diciamo al 50%. Stessa situazione per Inter-Roma.


In questo caso, le quote sull’over sono entrambe 2.10.

C’è un valore importante (se solo fosse sempre così!).

Conviene in questo caso scommettere più in singola o in multipla?

Siamo disposti a rischiare €20.

In singola, scommettiamo €10 per partita.

Essendo la quota a 2.10, nel caso di successo avremmo un profitto netto di €11+€11 dopo aver rischiato €20 totali.

Nel caso in cui indovinassimo solo 1 partita su 2 (tipo over Juventus-Milan, sbagliato Inter-Roma) il profitto sarebbe di €2 (ne vinciamo 12 e ne perdiamo 10).

Sempre €2 se indovinassimo solo l’over dell’Inter.

Se dovessimo sbagliare entrambe, registreremmo una perdita totale di €20.


Ma il ritorno medio dell’investimento è pari al 3,75% se dovessimo calcolare tutte le ipotesi.

In multipla, il roi medio atteso cresce invece ancor di più.

Puntiamo €20 su una schedina con due eventi con quote 2.10 e 2.10.

Se dovessimo indovinare entrambe, otterremmo un utile netto di €68,2.


Se ne sbagliassimo una o entrambe, la perdita sarebbe sempre di €20.

In questo caso, il ritorno sull’investimento medio atteso (calcolando tutte le possibili combinazioni) è del 9,2%.

Quindi, è facile capire che quando su più di una quota c’è valore, in teoria, è più conveniente puntare in multipla (ma solo in questo caso specifico).

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