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"GRISHA": IL GENIO DELLA MATEMATICA CHE HA RIFIUTATO UN PREMIO DA 1 MILIONE DI DOLLARI

Aggiornamento: 2 mag 2023


Grigori Perelman è, senza dubbio, un personaggio affascinante ed è l'uomo giusto per raccontare una storia da cui imparare qualcosa di costruttivo.

Considerato uno dei più grandi matematici al mondo, nel 2002 riuscì a risolvere uno dei sette grandi problemi irrisolti della matematica: la congettura di Poincaré.

Un risultato straordinario che gli fruttò onori, denaro, proposte di tour mondiali alle maggiori conferenze inerenti alla matematica ed incarichi accademici altamente remunerati.


Perelman declinò ogni offerta, compresa la medaglia Fields, l'equivalente del premio Nobel nel mondo matematico, ed un milione di dollari in premi che il Clay Institute desiderava assegnargli per il suo lavoro.

Da allora, ha annunciato di aver abbandonato definitivamente lo studio della matematica e interrotto ogni comunicazione con i giornalisti e quasi tutti i suoi amici.


Ci si potrebbe chiedere quale sia il motivo dietro a tutto ciò.

Perché cercare la verità e la gloria per poi rinunciare a tutto una volta raggiunto il successo?


Masha Gessen, un'autrice statunitense di origini russe, decise di scoprirlo realizzando un'opera non convenzionale, ma profondamente affascinante "Perfect Rigor: A Genius and the Mathematical Breakthrough of the Century".


L' autrice di altri libri molto interessanti tra cui Blood Matters e Dead Again, ha cercato i docenti e i professori che hanno coltivato il talento di Perelman e ne hanno delineato il genio fragile che ha risolto il problema di Poincaré.

Questo proprio perchè il genio ha sempre evitato interviste e domande dirette.


Così ci immergiamo nelle oscure acque della matematica sovietica degli anni '70 e '80 - "un mondo piccolo e spietato, caratterizzato da intrighi, denunce e concorrenza sleale", così lo descrive Gessen. "Un matematico doveva essere ideologicamente affidabile e personalmente leale non solo al partito, ma anche ai membri dell'establishment, donne ed ebrei avevano pochissime possibilità di entrarvi."


Considerando che i suoi genitori erano ebrei, Perelman, nato nel 1966, fu fortunato ad avere chi lo sostenesse.

Queste persone, definite da Gessen come "angeli custodi", comprendevano uomini come Sergei Rukshin, che guidò il "paffuto e impacciato" Perelman nei club di matematica scolastica; Alexander Golovanov, che supervisionò i suoi studi post-laurea; e Mikhail Gromov, che facilitò il suo ingresso nel mondo esterno e lo indirizzò verso la gloria.


Il suo stile di vita?

Al momento della laurea, Perelman aveva smesso di tagliarsi i capelli e, insieme alla sua barba incolta, tutto ciò gli conferiva l'aspetto di un esasperato Rasputin; aveva smesso di tagliarsi perfino le unghie; e durante un corso post-laurea a New York, indossava sempre la stessa giacca di velluto a coste marrone mangiando solo un tipo di pane (si procurava il pane da un negozio russo a Brooklyn, raggiungendolo a piedi ogni giorno da Manhattan).

Apparentemente questo descriveva un uomo a cui difficilmente potesse importare delle difficoltà nel trovare soluzioni a una o due congetture matematiche irrisolte.


La svolta

Nel 1995, Perelman tornò all'Istituto di Matematica Steklov di San Pietroburgo, (dove raramente si presentava) e per i successivi sette anni lavorò in completa solitudine alla dimostrazione della congettura di Poincaré.

La congettura di Poincaré, enunciata nel 1904 sulla base degli studi di Henri Poincaré, è stata considerata durante tutta la seconda metà del XX secolo uno dei più importanti problemi di topologia dimostrato da Grisha.

Pubblicato sul web nel 2002, l'articolo di Perelman suscitò enorme interesse tra i matematici e fu sommerso da offerte di incarichi accademici e fondi di ricerca che, a quanto pare, trovò gravemente offensivi nei suoi confronti.


"La monetizzazione del successo è l'insulto supremo alla matematica", sostenne Grisha.

"La mia delusione per i premi offerti era così profonda che, credo, contribuì in gran parte alla mia successiva decisione di abbandonare del tutto la matematica, insieme alle persone che la praticano", affermò Gessen.

Ora Perelman vive con sua madre nella periferia di San Pietroburgo.


Questa strana vicenda mette in luce un mondo a molti sconosciuto e lontano.

Un mondo all'interno del quale non vi è accesso nè via di uscita, un mondo dove amore ed odio per se stessi si contrappongono arrivando a sfociare in un tumulto di emozioni, talento e genialità incommensurabile.


Grisha è un esempio vivente della straordinaria diversità e ricchezza che il mosaico umano ha da offrire, un'incarnazione del potenziale straordinario che risiede nelle pieghe più nascoste della mente.

Nel suo universo di numeri e formule, la matematica diventa un linguaggio universale che trascende le barriere della neurodiversità e ci invita a riconsiderare le nostre percezioni e pregiudizi.

Il percorso unico rappresenta una celebrazione della resilienza e della forza dell'animo umano, aprendo così le porte a un nuovo livello di comprensione e accettazione.

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